May 18 E’ stato un onore averlo avuto come professore! March 25 38 gradi e mezzo all'ombra nn piove più da venti giorni e nn c'è un alito di vento caldo quanto caldo quanta sete yah yah yah portaci da bere un solo bicchiere ma presto portaci da bere un solo bicchiere ma presto con o senza schiuma scura o chiara ma che sia una BIRRA Una birra please O yes Sir Il sole picchia sulle strade non c'è più verde nei giardini ed il termometro è impazzito caldo quanto caldo quanta sete yah yah yah portaci da bere un solo bicchiere ma presto portaci da bere un solo bicchiere ma presto con o senza schiuma scura o chiara ma che sia una BIRRA Una birra please O yes Sir portaci da bere un solo bicchiere ma presto portaci da bere un solo bicchiere ma presto portaci da bere un solo bicchiere ma presto portaci da bere un solo bicchiere ma presto BIRRA Una birra please O yes Sir Il sole picchia sulle strade non c'è più verde nei giardini ed il termometro è impazzito caldo quanto caldo quanta sete yah yah yah portaci da bere un solo bicchiere ma presto portaci da bere un solo bicchiere ma presto con o senza schiuma scura o chiara ma che sia una BIRRA Una birra please O yes Sir Birra BIRAAAAAAAA Enzo Jannacci E Giorgio Gaber (1960) February 17 Non so che viso avesse, neppure come si chiamava, con che voce parlasse, con quale voce poi cantava, quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli, ma nella fantasia ho l'immagine sua: gli eroi son tutti giovani e belli, gli eroi son tutti giovani e belli, gli eroi son tutti giovani e belli... Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era il suo mestiere: i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere, i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti sembrava il treno anch' esso un mito di progresso lanciato sopra i continenti, lanciato sopra i continenti, lanciato sopra i continenti... E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano: ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite, sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite, la stessa forza della dinamite, la stessa forza della dinamite.. Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali, parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali" e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via la bomba proletaria e illuminava l' aria la fiaccola dell' anarchia, la fiaccola dell' anarchia, la fiaccola dell' anarchia... Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione, un treno di lusso, lontana destinazione: vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori, pensava al magro giorno della sua gente attorno, pensava un treno pieno di signori, pensava un treno pieno di signori, pensava un treno pieno di signori... Non so che cosa accadde, perchè prese la decisione, forse una rabbia antica, generazioni senza nome che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore: dimenticò pietà, scordò la sua bontà, la bomba sua la macchina a vapore, la bomba sua la macchina a vapore, la bomba sua la macchina a vapore... E sul binario stava la locomotiva, la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva, sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno mordesse la rotaia con muscoli d' acciaio, con forza cieca di baleno, con forza cieca di baleno, con forza cieca di baleno... E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto. Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura e prima di pensare a quel che stava a fare, il mostro divorava la pianura, il mostro divorava la pianura, il mostro divorava la pianura... Correva l' altro treno ignaro e quasi senza fretta, nessuno immaginava di andare verso la vendetta, ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno: "notizia di emergenza, agite con urgenza, un pazzo si è lanciato contro al treno, un pazzo si è lanciato contro al treno, un pazzo si è lanciato contro al treno..." Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: "Fratello, non temere, che corro al mio dovere! Trionfi la giustizia proletaria! Trionfi la giustizia proletaria! Trionfi la giustizia proletaria!" E intanto corre corre corre sempre più forte e corre corre corre corre verso la morte e niente ormai può trattenere l' immensa forza distruttrice, aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto della grande consolatrice, della grande consolatrice, della grande consolatrice... La storia ci racconta come finì la corsa la macchina deviata lungo una linea morta... con l' ultimo suo grido d' animale la macchina eruttò lapilli e lava, esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo: lo raccolsero che ancora respirava, lo raccolsero che ancora respirava, lo raccolsero che ancora respirava... Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore mentre fa correr via la macchina a vapore e che ci giunga un giorno ancora la notizia di una locomotiva, come una cosa viva, lanciata a bomba contro l' ingiustizia, lanciata a bomba contro l' ingiustizia, lanciata a bomba contro l' ingiustizia! (la locomotiva – Guccini) January 09 Lasciami qui lasciami stare lasciami così non dire una parola che non sia d'amore per me per la mia vita che è tutto quello che ho e tutto quello che io ho e non è ancora finita è tutto quello che io ho e non è ancora finita finita finita Giovanni, Voce;Massimo, Chitarra; Giorgio, Basso;Ringo,Batteria; Francesco,Tastiere;Gianni, Basso e chitarra acustica;Marco Lega, tappeto Angelico. January 04 Se qualcuno di voi ancora crede che i Robottari Magnaccioni si dedicano prevalentemente alla robotica, beh, questo articolo è fatto proprio per voi. Marco D’A. ha creato questo piatto chiamato ” Pennette alla Robottara ” e noi non possiamo non condividere con il pubblico web una delle migliori realizzazioni dell’ARRM in campo gastronomico in pieno spirito open source. Quindi non ci resta che augurarvi…buon appetito ! Ricetta per quattro persone: 400 grammi di pennette, ottime quelle di Barilla o Voiello 100 grammi di pancetta affumicata 50 grammi di salsiccia luganiga 50 grammi di olive nere saporite 200 grammi di mozzarella, preferibilmente di bufala 400 grammi di passata di pomodoro, meglio se con aggiunta di basilico. 1/2 carota 1/2 cipolla 1/2 sedano In una padella abbastanza grande mettere un filo d’olio e far soffriggere le verdure tagliate a pezzettini, non appena imbiondiscono spruzzare con vino bianco, aggiungere la pancetta e la salsiccia fatta a pezzettini. Fare andare il tutto per 4-5 minuti spruzzando regolarmente con il vino bianco dopo di che aggingere la passata di pomodoro e le olive fatte a pezzettini. Far stringere la salsa cuocendo a fuoco moderato per 10-15 minuti, se necessario aggiungere acqua, a questo punto aggiungete la mozzarella fatta in piccoli pezzi e fatela sciogliere nel sugo, occorrono circa 3 minuti. Nel frattempo avrete portato ad ebollizione l’acqua per la pasta e iniziata la sua cottura, dovete fare in modo che la pasta sia cotta al dente quando la mozzarella si è sciolta, scolatela e buttatela dentro la padella con il sugo, fuoco al massimo spadellate per bene e servite in tavola ben caldo. E’ un piatto ottimo e che sazia molto, quindi andate leggeri con i secondi. http://arrm.minisumo.net/ December 01 E tutto partì da qui... 
November 22 « Io ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. » (Blade Runner - 1982 - Ridley Scott)
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